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E può spaventare, lo so.

12 Mar

Non ho molto da offrirti.
Una spolverata di lentiggini.
Due occhi castani, grandi come nocciole, che tentano di comunicare tutto quello che la bocca non riesce.  E le labbra, non si schiudono facilmente per lasciare uscire parole.
Non sono mai stata brava a voce, non ho risposte geniali, non ho frasi ad effetto, non so mai cosa dire quando c’è da consolare e mi imbarazzo se devo parlare di me.
Non ho molto altro, a parte le mani. Sono piccole, scommetto che le potresti tenere nei tuoi pugni. Sono piccolissime, ma sanno accarezzare e stringere, anche tremare.

Rimangono i capelli a cui ho fatto passare ogni titpo di tortura, una per ciascuna di quelle che ha sopportato il mio cuore. Entrambi ora ricadono un po’ stanchi, provati dalle battaglie e dai tentativi di ripresa.
Da offrirti ho solo questo, polmoni anneriti dal catrame, un fegato annegato dai cocktail, gambe sempre sopra a tacchi instabili e cellule assuefatte di droghe il cui unico spacciatore è l’amore.

Non sono particolarmente brillante, anche se tento di essere simpatica, non sono estremamente intelligente, anche se due o tre cose del mondo le capisco, non sono coraggiosa e forse è il mio peggior difetto, ho paura di tutto.. degli insetti, del vuoto, del mare, del fuoco, di camminare da sola, che tu te ne vada.

Ho qualche battuta carina, un paio di argomenti di conversazione, una marea di aspirazioni, ma molta poca fiducia nelle mie capacità di arrivarci.
Non sono spavalda, né petulante, però sono testarda e a volte irruente. Sono gelosa, gelosissima, ma non faccio scenate. Non mi arrabbio quasi mai. Non ho unghie da tirar fuori.
Non ho artigli. Non ho armi.
Non ho difese, se non la fuga. Mi chiudo a riccio, ma ho aculei invisibili o forse immaginari.
Ho bisogno di una mano per poter pattinare. Sono fragile. Sono complicata. Noiosa, no. non credo. Ho tante storie, ho molto passato – seppur breve. Ho diverse cicatrici, ho sorrisi arretrati.

Non è molto da offrire e può spaventare, lo so.

Come so che sarai il prossimo a voltarti e a inforcare di nuovo la strada, in senso inverso.
Sarai l’ennesima lacrima, l’ennesimo abbraccio di freddo, l’ennessimo “Ritenta, sarai più fortunata”.  Ma si sa, i gratta-e-vinci sono solo una fregatura.

Solo una collezione di schiene che si allontanano. ©

 
 
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Chi produrrà le mie endorfine ora?

13 Feb

Non puoi.

Non puoi mettere le tue mani sui miei fianchi, i palmi intorno ai seni, le dita lungo la schiena; non puoi baciarmi tra il mento e le clavicole, i polsi, i capelli; non puoi stringermi le braccia e le gambe attorno al bacino, alle caviglie; non puoi sfiorarmi con le ciglia, guardarmi negli occhi e poi le spalle, il collo, la piega dell’addome, le ginocchia; non puoi parlarmi nell’orecchio, o leccarlo, spingendo tutto il tuo peso addosso a me, e non puoi poi muoverti in quel modo.
Semplicemente non puoi farmi provare quel piacere, scoprire cosa significa, non puoi mostrarmi ciò che mi sai fare, non puoi regalarmi scintille, una notte esplosiva, una nuova consapevolezza, un calore familiare, una doccia di endorfine.

E’ inevitabile che io me ne assuefaccia.
Non puoi, a meno che tu non abbia intenzione di restare. A meno che tu non abbia in mente di farlo ancora altre centinaia di volte.
Di dormire appoggiato alle mie scapole.

Perché devi sapere che sei esattamente come la cocaina.
Come la dose più potente che un tossico possa trovare.

Ed esattamente come una drogata, avrei detto qualsiasi cosa, venduto qualunque possedimento, accettato ogni condizione, pur di averne un assaggio.
Ancora uno.
Solo un altro.

Non puoi andartene, dopo.

Chi produrrà le mie endorfine ora?

endorfine


Solo una collezione di schiene che si allontanano. ©
 
 

Be brave. [en]

7 Dic

This is a thought that often appears in my head.
Be brave. Be exposed. Jump. Do not let fear stop you. Don’t let anything stop you. Be yourself.
These are important lessons. Rules I try to give me. But I’m weak.
Courage’s never been my thing. Instead of fear which is my great play mate. It constantly takes over me, it invalidates all my thinking, all my steps, all my decisions.
I damn want to learn how to shut it up. Because been brave doesn’t mean not be afraid, on the contrary it means to go beyond your fear, not let it win and maybe – if you’re really good at it – make your strength out of it.
Anyhow I have big troubles even only trying to move when fear takes me. I can’t react. I yield.

To my greatest phobia. Abandon. Sorrow.
I’m terrified by the thought I’m gonna suffer, again. I’m terrified to fall apart, again. I’m terrified that my heart’s gonna be trampled on and taken away as a souvenir and then forgot in a dusty drawer. Fact is it’s already happened too many times.  And how many tears do we have to cry? How many hearts to lose?

Problem is I’ve never felt anything else, I’ve never lived in a disney story and I’ve never met a Prince Charming, or a Jack Dawson – if it counts. I can’t live without the pain, without the love. Without lavish my whole self on to a pair of honey eyes.
I’m like butter in warm hands.
But I have no strength to say anything to those eyes and those hands. No courage to point out I’m watering down to them.
So I lose myself, little by little. Without making any noise.

I really wish I knew how to let my voice be heard. Without being afraid of the answers, the consequences, without being afraid of falling down. I wanna be brave. I wanna be exposed, make myself vulnerable. I want to say “I love you” even if I had to tell Chuck Bass in his darkest day. Because it would be true. It would be right. It’d be great. Releasing. It’d be everything.

ps. “I was born to be brave.”

What do you wanna be in the world? – Found. [en]

4 Dic

It’s been days that this phrase rumbles in my head. In a million different shapes and shades, she bumps up everywhere.
Anywhere I set my eyes on, there’s the word “found”.


Maureen: That’s funny. You’re trying to keep from being found and I hope somebody finds me.



Prince Charming: No matter what you do. I will always find you.

Freud or one of his would say that’s all on me. And they’d be right.

All I want, all I need, is to be found. Found by inspiration. Found by someone who recognize some talent in me. Found by luck. Found by a person who really wants me without any impediment. Found by love.

So I ask myself.. What else could you desire? Who is the one that doesn’t want to be found after all? We all are little souls in pain wandering through the path we’ve ‘found’ for our lives and that we go on to pattern walking on it. Being this true, how can we not wait and hope to be found along that path by someone or something able to guide us, to give us strength and bravery, or to simply walk with us? Does somebody who doesn’t need to be found exist?

 

Rebirth

14 Nov

Sono una persona che non sa risparmiarsi. Non ho mai imparato a dosare la quantità di me da diluire in una relazione, ho sempre lasciato che gli affetti mi totalizzassero. La maggior parte della mia vita l’ho passata a struggermi per un sentimento talmente espansosi dentro di me da rischiare il soffocamento.
Poi un giorno, di qualche anno fa, il cuore si è spezzato per una volta di troppo.. mi ero sempre domandata, in effetti, quante cicatrici potesse sopportare prima di cedere e alla fine forse l’ho scoperto. So solo che quel giorno è calato l’inverno, fatto di alberi spogli e nebbia, nel mio petto. Arida. Ho cominciato a sentire le pareti cardiache seccarsi sempre più.
Sulle mie labbra hanno cominciato ad alternarsi diversi sapori. Senza chiedere il benestare dell’arbitro Ragione. Non importava. Non dovevano portare da nessuna parte, avevano il solo scopo di farmi sentire ancora viva.
In più di qualcuno tra quelli comunque ha tentato di lasciare le proprie orme dentro il mio torace, ma non c’era più l’habitat perché i semi potessero fiorire.

Un giorno però hai messo tu piede sul sentiero che stavo esplorando vagamente. Io ero confusa. Indifferente. Lontana. Eppure tu mi hai vista. E raggiunta.
Non so cosa sia passato tra le tue tempie, ma so che non hai aspettato a lungo per decidere di aggiungere le tue labbra alla mia collezione. Ed io ero tranquilla, pensando non vi fosse nulla di diverso dal solito.
Ma così non era. In quel momento non hai baciato la mia bocca, quel bacio ha raggiunto direttamente le mie viscere, riportando il mare, i fiori, le stelle e la frutta tra le mie costole.
Mi hai restituito la mia più grande debolezza, quella di non saper trattenere l’amore. Mi hai donato la primavera e i fuochi d’artificio. E’ stato come innamorarsi per la prima volta, di nuovo.

Be brave.

9 Nov

E’ un pensiero che ritorna spesso nella mia testa.
Sii coraggiosa. Esponiti. Buttati. Non lasciare che la paura ti blocchi. Non lasciare che alcunché ti blocchi. Sii te stessa.
Sono lezioni importanti. Regole che cerco di impormi. Ma sono debole.
Il coraggio non è mai stato una mia caratteristica. Mentre invece la paura è una mia grande compagna di giochi. Mi tiene testa continuamente, inficia ogni mio pensiero, ogni mio passo, ogni mia decisione.

Voglio dannatamente imparare a zittirla. Perché avere coraggio non vuol dire non essere spaventati, anzi al contrario significa andare oltre il proprio timore, non lasciarlo vincere e magari – se si è molto bravi – trasformarlo in forza.
Io però ho grossi problemi anche solo a muovermi quando la paura mi attanaglia. Non so reagire. Soccombo.

Alla mia più grande fobia. L’abbandono. Il dolore.
Sono terrorizzata dall’idea di soffrire, ancora. Sono terrorizzata all’idea di andare a pezzi, di nuovo. Sono terrorizzata al pensiero che per l’ennesima volta il mio cuore possa venire calpestato e portato via come souvenir, per poi essere dimenticato in un cassetto a prendere polvere. Il fatto è che è troppo tempo che succede. E quante lacrime abbiamo da versare, prima che esauriscano? Quanti cuori da perdere?

 

Il problema è che non ho mai provato alternative, non ho mai abitato in un mulino bianco e non ho mai visto un principe azzurro dal vivo, o un Jack Dawson – se è per questo. Non riesco a vivere senza il dolore, senza l’amore. Senza elargire tutta me stessa irrefrenabilmente in pasto a degli occhi di miele.
Sono come burro in mani calde.
Ma senza la forza di aprire la bocca e dir nulla a quelle mani e a quegli occhi. Senza il coraggio di farglielo notare, che mi sto diluendo in loro.
E così perdo me stessa, un po’ alla volta. Senza far rumore.

Vorrei davvero imparare a tirar fuori la voce. Senza temere le risposte, le conseguenze, senza aver paura di finire nel vuoto. Voglio avere coraggio. Voglio espormi, rendermi vulnerabile. Voglio dire “ti amo” anche se lo dovessi dire a Chuck Bass nel momento più buio. Perché sarebbe vero. Perché sarebbe giusto. Sarebbe grandioso. Liberatorio. Sarebbe tutto.

ps. “I was born to be brave.”

‘Smarrimento’ c’è scritto.

8 Nov

Seduta su una panchina, di quelle dalle linee curve, in legno, tinta di nero, con i braccioli in metallo, gelidi. Attorno aleggia folta nebbia, sotto i miei piedi solo erba e su di me si accavallano parole come i titoli di testa di un film. La ripresa dall’alto, mi schiaccia, ancora più piccola e più fragile. Avvolta in un cappotto scuro e leggero, mi torturo le mani, l’una con l’altra, senza sosta, come se potessi così torturare ciò che ho dentro.
Alzo gli occhi al cielo. ‘Smarrimento’ c’è scritto. I pensieri scorrono sul mio volto, senza la minima intenzione di fermarsi. Pensieri di mille colori diversi, che mescolati come tempere danno solo uno scuro marroncino.
La confusione è marrone. Ed è grigia. Non si riesce a distinguere bene. E’ un colore informe, malamente amalgamato, che cola sul mio petto.
Al suo interno c’è il dolore, di un blu intenso, quasi elettrico, che brucia e corrode ciò su cui scivola. L’apatia, nera, senza sfumature, che come un buco lasciato da una stella morta tenta di inghiottire ogni cosa che capita nei suoi dintorni. E l’amore, di quel rosso, lo stesso del fuoco e del sangue, perché l’amore è questo.. sangue che pulsa in ogni vena del corpo e fuoco che arde nel cuore, consumandolo.
In un angolo di questa strana tavolozza ci sono anche rimasugli di un verde, ormai quasi secco; si chiamava speranza.
Mi guardo attorno, osservo ogni cosa senza riuscire realmente a vederla, non so se per la nebbia che rende tutto sfocato o per le lacrime. Mi stringo un po’ di più nel cappotto, me lo avvolgo il più stretto possibile, anche se so che il freddo viene dal mio stomaco. Serro le palpebre, apro le narici, ma non ci sono odori da carpire, inalo un po’ d’aria, anche se i polmoni hanno dismesso il loro lavoro da qualche tempo. E infine vorrei alzarmi, andar via.. Ma non v’è forza nei miei muscoli, è evaporata insieme al mio pianto. Così resto qua a fissare le luci, deboli ed accecanti, cercando di scaldarmi stringendomi tra le mie stesse braccia.

L’ho scritto un po’ di tempo fa e qualcuno potrebbe averlo già letto sulla mia pagina facebook, ma a ripetizione continua a tornarmi in mente, a rifluire dentro di me quella sensazione ed ho sentito il bisogno di condividerlo again.

What do you wanna be in the world? – Found.

8 Nov

Sono giorni che questa frase rimbomba nella mia testa. In mille forme e sfumature diverse, la ritrovo in ogni dove. Ovunque io posi il mio sguardo, risuona la parola “found”.

 


Maureen: That’s funny. You’re trying to keep from being found and I hope somebody finds me.



Prince Charming: No matter what you do. I will always find you.

Freud o chi per lui direbbe che dipende solo da me. E avrebbe piena ragione.

Tutto ciò che desidero, tutto ciò di cui ho bisogno, è essere trovata. Essere trovata dall’ispirazione. Essere trovata da qualcuno che riconosca del talento in me. Essere trovata dalla fortuna. Essere trovata da una persona che mi voglia davvero e che non abbia impedimenti a farlo. Essere trovata dall’amore.

Ma allora mi domando. Cos’altro si può volere? Chi è che non vuole essere trovato in fin dei conti? Tutti noi siamo delle piccole anime in pena che vagano per il sentiero che si sono ‘trovati’ come vita e che man a mano continuano a modellare percorrendolo. E in quanto tali, come possiamo non attendere, non sperare, di essere trovati lungo il cammino da qualcuno o qualcosa che sia in grado di guidarci, di darci forza, coraggio, o semplicemente di accompagnarci? Esiste davvero qualcuno che non abbia bisogno di essere trovato?

Hannah Witton

20-something, history graduate, YouTuber, sex positive, Hufflepuff.

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