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Un viaggio interiore attraverso l’Irlanda.

3 Ago

ireland 2

Una settimana. Due città e due paesini. Tantissimi paesaggi. Musica come se piovesse. Pioggia da danzare. Persone splendenti con cui chiacchierare come se ci si conoscesse da sempre e come se ci si volesse scoprire a fondo.

“There are no strangers here; just friends you haven’t met yet. “

dublin night


>> DIARIO DI BORDO <<

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to write or not to write..

17 Giu

Scrivere è diventato un incubo per me.
Questa cosa mi terrorizza.
Ricordo che da piccola, quando a malapena avevo imparato a farlo, passavo ore e ore sui fogli imbracciando una penna o una matita. Ma soprattutto ricordo che non mi pesava affatto. Era come se fossi nata per quello, era come se quello che scrivevo sgorgasse direttamente dalle mie mani. Era addirittura difficile contenermi certe volte.
Non sto certo parlando di qualità. Anche perché non credo che sia il punto in questione, qualunque cosa io abbia scritto a 6 anni con tutta la buona volontà sarà sempre qualcosa scritto da una bambina di sei anni.

Però la naturalezza con cui lo facevo, l’impellenza che avevo ogni giorno di mettermi davanti a un quaderno e lasciar fluire tutte le parole che mi nascevano nel petto… questo è qualcosa di magico. Qualcosa che temo di aver perduto.

Ora quando penso di dover scrivere qualcosa, ma anche e ancor di più quando penso che ho voglia di scrivere qualcosa, mi paralizzo. E non appena apro un foglio bianco – cartaceo o virtuale che sia – le parole ammassate e scalpitanti nel mio cranio, si restringono, si agglomerano, si aggrovigliano, si gonfiano, formando un’enorme massa che spinge sulle mie tempie come se volesse spezzarle e riversarsi fuori. Ma non succede.
Rimangono lì. Un gomitolo di pelo, che prima o poi sputerò in qualche altra forma probabilmente.

Di scrivere però, non c’è proprio verso.

Teatro Valle Occupato

29 Ott

Sono mesi e mesi ormai che questo posto, questa lotta, questa gente, queste idee e queste pratiche.. sono diventati la mia casa.
E in tutto questo tempo ogni giorno ho pensato di dover e voler scrivere un post che parlasse del Valle Occupato, che potesse raccontarlo, farlo arrivare a chiunque mi leggesse. Ma non ci sono mai riuscita.
Non sono stata in grado di trovare le parole per esprimere e per spiegare tutto ciò che significa.
Oggi ho letto questo, è probabilmente solo un breve schizzo del Valle, assolutamente non esaustivo, come un ritratto appena iniziato in cui si distinguono solo i contorni e un paio di dettagli. Ma emana quel calore, quella energia, quella assurda e meravigliosa sensazione che è entrare qui dentro.
E quindi ho deciso che per iniziare.. posso rendervi partecipi di questo post. Nella speranza prima o poi di riuscire a scriverne uno anche io.

E può spaventare, lo so.

12 Mar

Non ho molto da offrirti.
Una spolverata di lentiggini.
Due occhi castani, grandi come nocciole, che tentano di comunicare tutto quello che la bocca non riesce.  E le labbra, non si schiudono facilmente per lasciare uscire parole.
Non sono mai stata brava a voce, non ho risposte geniali, non ho frasi ad effetto, non so mai cosa dire quando c’è da consolare e mi imbarazzo se devo parlare di me.
Non ho molto altro, a parte le mani. Sono piccole, scommetto che le potresti tenere nei tuoi pugni. Sono piccolissime, ma sanno accarezzare e stringere, anche tremare.

Rimangono i capelli a cui ho fatto passare ogni titpo di tortura, una per ciascuna di quelle che ha sopportato il mio cuore. Entrambi ora ricadono un po’ stanchi, provati dalle battaglie e dai tentativi di ripresa.
Da offrirti ho solo questo, polmoni anneriti dal catrame, un fegato annegato dai cocktail, gambe sempre sopra a tacchi instabili e cellule assuefatte di droghe il cui unico spacciatore è l’amore.

Non sono particolarmente brillante, anche se tento di essere simpatica, non sono estremamente intelligente, anche se due o tre cose del mondo le capisco, non sono coraggiosa e forse è il mio peggior difetto, ho paura di tutto.. degli insetti, del vuoto, del mare, del fuoco, di camminare da sola, che tu te ne vada.

Ho qualche battuta carina, un paio di argomenti di conversazione, una marea di aspirazioni, ma molta poca fiducia nelle mie capacità di arrivarci.
Non sono spavalda, né petulante, però sono testarda e a volte irruente. Sono gelosa, gelosissima, ma non faccio scenate. Non mi arrabbio quasi mai. Non ho unghie da tirar fuori.
Non ho artigli. Non ho armi.
Non ho difese, se non la fuga. Mi chiudo a riccio, ma ho aculei invisibili o forse immaginari.
Ho bisogno di una mano per poter pattinare. Sono fragile. Sono complicata. Noiosa, no. non credo. Ho tante storie, ho molto passato – seppur breve. Ho diverse cicatrici, ho sorrisi arretrati.

Non è molto da offrire e può spaventare, lo so.

Come so che sarai il prossimo a voltarti e a inforcare di nuovo la strada, in senso inverso.
Sarai l’ennesima lacrima, l’ennesimo abbraccio di freddo, l’ennessimo “Ritenta, sarai più fortunata”.  Ma si sa, i gratta-e-vinci sono solo una fregatura.

Solo una collezione di schiene che si allontanano. ©

 
 

Chi produrrà le mie endorfine ora?

13 Feb

Non puoi.

Non puoi mettere le tue mani sui miei fianchi, i palmi intorno ai seni, le dita lungo la schiena; non puoi baciarmi tra il mento e le clavicole, i polsi, i capelli; non puoi stringermi le braccia e le gambe attorno al bacino, alle caviglie; non puoi sfiorarmi con le ciglia, guardarmi negli occhi e poi le spalle, il collo, la piega dell’addome, le ginocchia; non puoi parlarmi nell’orecchio, o leccarlo, spingendo tutto il tuo peso addosso a me, e non puoi poi muoverti in quel modo.
Semplicemente non puoi farmi provare quel piacere, scoprire cosa significa, non puoi mostrarmi ciò che mi sai fare, non puoi regalarmi scintille, una notte esplosiva, una nuova consapevolezza, un calore familiare, una doccia di endorfine.

E’ inevitabile che io me ne assuefaccia.
Non puoi, a meno che tu non abbia intenzione di restare. A meno che tu non abbia in mente di farlo ancora altre centinaia di volte.
Di dormire appoggiato alle mie scapole.

Perché devi sapere che sei esattamente come la cocaina.
Come la dose più potente che un tossico possa trovare.

Ed esattamente come una drogata, avrei detto qualsiasi cosa, venduto qualunque possedimento, accettato ogni condizione, pur di averne un assaggio.
Ancora uno.
Solo un altro.

Non puoi andartene, dopo.

Chi produrrà le mie endorfine ora?

endorfine


Solo una collezione di schiene che si allontanano. ©
 
 

2011 The Year in Review

30 Dic

A breve il 2011 arriverà alla sua conclusione, lo guarderò andar via con un po’ di nostalgia. Questi mesi mi hanno dato tanto.. Li ho iniziati con il piede completamente sbagliato e mi prospettavo un periodo difficile e pesante. Non mi sarei mai immaginata che potesse invece essere un anno così ricco, un anno di (ri?)nascita. Sento di essere ‘sbocciata’ – almeno per alcuni aspetti. Ho una dose di consapevolezza/e in più rispetto a prima. Un bagaglio di esperienze sicuramente più folto e più colorato. Ho scoperto Roma e la sua bellezza, a cui non avevo mai dato molto credito. Ho capito cosa vuol dire lottare per una causa. Ho imparato il valore del mio impegno, quello della passione, la mia forza di volontà. Ho scoperto che so mettermi in gioco. E così ho trovato aspetti di me che non conoscevo, che credevo perduti o che non riuscivo a vedere. Sono cresciuta, sono più la donna che sto diventando. Sono cambiata, ho abbandonato alcune paure e insicurezze o forse per meglio dire ho imparato a gestirle, a conviverci. Ho imparato che se ne vale la pena, sono in grado di superarle e di andare oltre. Ho imparato che le persone nuove si possono lasciar entrare, anche senza una rete di protezione e che possono impreziosire la tua giornata, la tua settimana, la tua vita incommisurabilmente. E beh questo 2011 mi ha dato modo di conoscerne tante di nuove persone. Tutte a loro modo mi hanno lasciato qualcosa di importante, mi hanno svegliata, segnata, scaldata e fatta crescere. Ne sono davvero molto grata. Ci sarebbe poi un grazie speciale per quelli tra loro che sono riusciti a entrar a far parte del mio cuore, della mia esistenza, di quello che sono e di quello che voglio essere.

Da brava Meme-maniac, a fine anno non me ne perdo nessuno di quelli per rievocare gli eventi, le preferenze, le esperienze, le novità, gli innamoramenti dei 12 mesi passati! Ma essendo troppi e anche un po’ ripetitivi, ho pensato di fare un unico post un po’ riassuntivo dei vari che ho trovato.

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Memerry Christmas

25 Dic

Voglio augurarvi un davvero meraviglioso Natale! Spero che sia una giornata luminosa e che vi porti splendidi regali per il prossimo anno!
A questo fine vi lascio qua un 12 Giorni di Conto alla rovescia di Natale Meme.



12. (14 Dic) Una foto del tuo albero di Natale.

L’ho fatto giusto il giorno prima.

11. (15 Dic) La tua canzone di Natale preferita.

10. (16 Dic) Una tua vecchia foto di Natale.

(non l’ho trovata)

09. (17 Dic) Una tradizione Natalizia che preferisci.

Le lucine che brillano ovunque.
Più, il “secret santa” con le amiche.

08. (18 Dic)  La tua lista di cose che vuoi per Natale.

1. Roger Sterling
2. Roger Sterling
3. Roger Sterling
4. Roger Sterling

07. (19 Dic) Programmi per le vacanze.

Stare con la mia famiglia di amici e con la mia famiglia biologica.
A Capodanno andrò al Valle, Roma. *__*

06. (20 Dic) Descrivi il Natale con 5 parole usando aggettivi, verbi, ecc. 

Caldo. Gioso. Cantare. Donare. Amore.

05. (21 Dic) Dare o ricevere? Spiega.

Entrambi: ricevere è bello ovviamente, ma dare è una cosa che ti arricchisce! Adoro scegliere il regalo giusto e adoro anche di più il sorriso luminoso che hanno quando lo aprono!

04. (22 Dic) Un film di Natale che preferisci.

03. (23 Dic) Fotografa la decorazione Natalizia che preferisci sul tuo albero.

02. (24 Dic) Disegna degli auguri di Natale.

Non è proprio cosa per me…

01. (25 Dic) Una foto di te in spirito festivo.

Memerry Christmas [en]

25 Dic

I want to wish you all a very very merry Christmas! Hope it’s a shiny day and it’s gonna bring bright presents for the next year!
In order to do that I leave this 12 DAYS OF CHRISTMAS COUNTDOWN CHALLENGE.



12. (Dec 14th) A picture of your Christmas tree.

I’ve done it just the day before.

11. (Dec 15th) A favorite Christmas carol.

10. (Dec 16th) An old Christmas photo of you.

(didn’t find one)

09. (Dec 17th) A favorite Christmas tradition.

Shining lights everywhere around.
Plus, the “secret santa” with my friends.

08. (Dec 18th) Your Christmas wishlist.

1. Roger Sterling
2. Roger Sterling
3. Roger Sterling
4. Roger Sterling

07. (Dec 19th) Plans for the holiday.

Being with my friends-family and with my biological-family.
On New Year’s Eve.. I’m going to Valle, Rome. *__*

06. (Dec 20th) Describe Christmas in 5 words using adjectives, verb, etc.

Warming. Cheery. Singing. Giving. Love.

05. (Dec 21st) Give or receive? Explain.

Both: receiving is obviously great, but giving is such a enriching thing! I love to choose the right gift and I love even more to see the lighting smile they have when they open it!

04. (Dec 22nd) A favorite Christmas movie.

03. (Dec 23rd) Photograph your favorite Christmas decor in your tree.

02. (Dec 24th) Draw a holiday greeting.

That’s not really my thing…

01. (Dec 25th) A picture of you in holiday spirits.

Be brave. [en]

7 Dic

This is a thought that often appears in my head.
Be brave. Be exposed. Jump. Do not let fear stop you. Don’t let anything stop you. Be yourself.
These are important lessons. Rules I try to give me. But I’m weak.
Courage’s never been my thing. Instead of fear which is my great play mate. It constantly takes over me, it invalidates all my thinking, all my steps, all my decisions.
I damn want to learn how to shut it up. Because been brave doesn’t mean not be afraid, on the contrary it means to go beyond your fear, not let it win and maybe – if you’re really good at it – make your strength out of it.
Anyhow I have big troubles even only trying to move when fear takes me. I can’t react. I yield.

To my greatest phobia. Abandon. Sorrow.
I’m terrified by the thought I’m gonna suffer, again. I’m terrified to fall apart, again. I’m terrified that my heart’s gonna be trampled on and taken away as a souvenir and then forgot in a dusty drawer. Fact is it’s already happened too many times.  And how many tears do we have to cry? How many hearts to lose?

Problem is I’ve never felt anything else, I’ve never lived in a disney story and I’ve never met a Prince Charming, or a Jack Dawson – if it counts. I can’t live without the pain, without the love. Without lavish my whole self on to a pair of honey eyes.
I’m like butter in warm hands.
But I have no strength to say anything to those eyes and those hands. No courage to point out I’m watering down to them.
So I lose myself, little by little. Without making any noise.

I really wish I knew how to let my voice be heard. Without being afraid of the answers, the consequences, without being afraid of falling down. I wanna be brave. I wanna be exposed, make myself vulnerable. I want to say “I love you” even if I had to tell Chuck Bass in his darkest day. Because it would be true. It would be right. It’d be great. Releasing. It’d be everything.

ps. “I was born to be brave.”

#2 Challenge: Your thoughts on death

4 Dic

Your thoughts on death
I tuoi pensieri sulla morte.

Ahi. E’ un argomento spinoso, delicato. Affrontarlo è come camminare su vetri rotti: non è per niente facile, fa male e rischi di fare danni..
Nonostante nella mia vita ci abbia avuto a che fare non poche volte, non so trovare parole corrette per parlarne. Ma sono convinta che non c’entri, che nessuno sappia trattare questo tema in maniera “appropriata” ..forse perché non esiste. E non è una cosa che si impara con l’esperienza, in base al numero di morti con cui si ha avuto a che fare. Non è una cosa che si impara, punto! E anche per la stessa persona, di caso in caso è un processo totalmente differente, non c’è nulla di sicuro o di prestabilito o di prevedibile in questo genere di cose, ognuno – e ogni volta – vive la situazione in maniera diversa, con un dolore diverso.
La morte, la sofferenza di chi amiamo, ci scombussola. Sempre. E ci toglie il fiato tutte le volte. Non c’è niente che possiamo fare, che faccia star meno male, che faccia sentir meglio. Non esiste. Non ci sono protocolli da seguire. Non ci sono parole giuste da dire. Anche perché noi stessi non sapremmo cosa vorremmo sentirci dire. E forse semplicemente è perché non c’è nulla che si debba dire.

life is life, death is death, and no one understands either.

Questa citazione è estramente reale, in una manciata di parole sono riusciti a racchiudere una verità che praticamente nessuno ammette, accetta o comunque dice.
La morte è morte. Fine. Non c’è nulla da capire, non c’è nulla da romanticizzare. E – come ‘insegna’ House – “Si può vivere con dignità. Non puoi morire con essa.”
E a questo proposito penso che ‘l’ultimo saluto’ (Non ho nemmeno potuto dirle addio) sia un miticizzare qualcosa che non esiste, forse serve per canalizzare la propria rabbia e la sofferenza, come momento catartico per la propria ferita.. Ma a conti fatti che differenza potrà mai fare? Cosa cambia se si è riusciti a salutare qualcuno prima che morisse? Non ci mancherà di meno solo perché abbiamo avuto la possibilità di abbracciarlo un’ultima volta. Di abbracci ce ne sono a migliaia in una vita, e ciascuno di essi potrebbe essere l’ultimo. Se anche abbracciassimo per una notte intera una persona, prima che se ne andasse, non cambierebbe il fatto che non potremo farlo mai più dopo. Non cambierebbe il vuoto che quella persona lascierà dentro di noi. Non cambierebbe il dolore.
Non sostituirebbe il suo profumo, il tocco della sua pelle, l’odore. Non farebbe la più piccola concreta differenza. Tanto a distanza di qualche mese, quell’abbraccio non ce lo ricorderemmo comunque e tutto ciò che ci resterebbe, sarebbe sempre la sua assenza.

La morte è ciò che ci toglie qualcuno. Fa male. Sempre. Sia che sia annunciata, sia che sia improvvisa, sia che avvenga in gioventù, che in un’età più ‘consona’. Non ha importanza. Fa male. E basta. L’unica cosa da fare è imparare a convivere con l’assenza e non farlo diventare un pensiero troppo frequente.

Hannah Witton

20-something, history graduate, YouTuber, sex positive, Hufflepuff.

Epentesi

come my unseen, my unknown, let us talk together

Mi faccio un cocktail al giorno

Forse quella storia sull'essere più positivi l'ho presa un po' troppo alla lettera

Sexitudini

Il blog delle beatitudini

Sopravvivere non mi basta

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#Centonovantaquattro

Basta un poco di zucchero e la pillola va giù

Al di là del Buco

Verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessi

Unisciduemondi

Nahyeli Malingamba

il ricciocorno schiattoso

ci sono creature fantastiche, ma è difficile trovarle

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

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