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GendErotica – Contaminazioni di Arte Queer

18 Giu

| 31maggio>2giugno2013 | EyesWildDrag ft. NuovoCinemaPalazzo ft. TeatroValleOccupato

Proviamo a ricostruire questo festival.

riscop

Ci sto mettendo un sacco di tempo, forse perché ne sono stata coinvolta in primissima persona e quindi è difficile riuscire a discernere tra ciò che è soggettivo e strettamente legato alla mia intima sensibilità, e tra ciò che è, non dico oggettivo, ma condiviso.

Per me quello che posso dire, più nitidamente e senza dubbi, è che non mi sentivo così viva come mi sono sentita durante Genderotica, da svariati mesi.

Da cosa è dipeso?
Certamente ha inciso molto il processo che ha portato a quei giorni, l’aver avuto una parte attiva e cruciale per certi versi in tutto il periodo di organizzazione e messa a punto delle questioni logistiche, delle riunioni tecniche, delle decisioni, delle politiche. Aver seguito questo percorso dalla proposta fino alla realizzazione, in prima linea, ha fatto sì che quei tre giorni fossero almeno in piccola parte un’equivalente del guardare i primi passi di un figlio, o quello stesso figlio che parte per il college.
Okay, forse la sto un po’ gonfiando. Ma cercate di carpire tra le metafore.

Dunque, un po’ per dovere e molto per interesse, ho seguito tutti i momenti del festival e ne ho gustato tutti i vari eventi e le differenti forme in cui l’arte e l’informazione si sono date.
Sì perché tra gli ingredienti che hanno reso questa tregiorni un’esperienza rivitalizzante, c’è senza ombra di dubbio la grande e molteplice offerta di diversi tipi di comunicazione e di intrattenimento: le performance, le mostre, le installazioni, i documentari, gli spettacoli e gli show – che andavano dal drag al burlesque passando per il BDSM e il cabaret -, i racconti, i cortometraggi, il respiro internazionale, gli aperitivi, i djset, la conference, i workshop.. La lista potrebbe proseguire ancora molto, ma definizioni e categorie, snocciolate in questo modo danno solo relativamente l’idea di quello che era davvero.

GendErotica ha messo insieme tutti questi stili, diverse lingue e diversi linguaggi, persone da ogni parte d’Europa e alcune perfino da più lontano, e ha riunito tutte queste realtà attorno a un tema che sta a cuore a tante persone e che deve arrivare a tutte le altre: il FEM. E lo ha fatto convogliandole in due spazi.. occupati, liberati, restituiti, militanti, aperti, propositivi. Il Nuovo Cinema Palazzo e Il Teatro Valle Occupato. Gli spazi del contagio, i luoghi fisici, culturali, politici e sociali, da cui si è diramata negli ultimi due anni la rete di teatri, cinema, spazi e territori in lotta per i beni comuni.
Luoghi che contagiano con i corpi. Corpi che racchiudono, creano e sprigionano la loro energia, la loro imprudenza, la loro corsa, i loro principi, le loro pratiche e i loro desideri.
Ma anche luoghi che si sanno lasciar contagiare, che come spugne riescono ad accogliere, masticare, proteggere, vivere le esperienze con le quali vengono a contatto e a cui danno asilo.

E (anche) in questo caso, lo scambio è stato profondamente e intimamente fruttuoso. A livello di atmosfera, di respiro comune, di intrecci, di contaminazione.

Nonostante la grande vicinanza e la profonda complicità tra Nuovo Cinema Palazzo e Teatro Valle Occupato, si tratta pur sempre di due luoghi strutturalmente molto differenti e che per questo hanno potuto incastrarsi con il festival e portargli contributi diversi.

Per esempio, il carattere “rionale” che ha il Palazzo, con la grande partecipazione, il sostegno e la presenza di chi abita quel quartiere, ha regalato uno degli aspetti più interessanti e anche tra i più utili di quella tregiorni: il coinvolgimento di persone anziane e di provincia. Persone che usualmente non si vedono a festival queer, a proiezioni di nicchia, a manifestazioni politiche, a rivendicazioni femministe, a feste in discoteca, etc.
Che sono proprio le persone a cui invece questo genere di iniziative dovrebbe avere l’anelito di comunicare. E’ proprio a questi esseri umani che dovremmo rivolgerci, per allargare la discussione, per raggiungere il dialogo, per sfumare gli sterotipi, per chiarire le idee, per farsi conoscere e venire accettati. Per scalfire la cultura machista e sessista.

E quelle signore che il primo giorno si sono ritrovate, molto probabilmente per caso o per abitudine, a vedere i documentari sulle Faux Queen e sulle Fat Fem… il giorno dopo sono tornate, quelle stesse donne – più consapevoli – e hanno assistito ai corti di Emilie Jouvet e poi anche al GREAT FEM SHOW con Louise De Ville, Wendy Delorme, Rosie Lugosi, Fauxnique e le Eyes Wild Drag.

fooderotic

Ora che le ho nominate, non posso certo esimermi dal dire che l’ingrediente segreto, la ciliegina sulla torta, il tocco di classe di questa ricetta è stato sicuramente lo show centrale, appunto il Great Fem Show. Uno spettacolo un po’ in stile Rivista, con un susseguirsi perfettamente amalgamato di pezzi, esibizioni, performance e letture, il cui livello artistico era talmente elevato che è difficile da commentare.

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#9 challenge – your favorite blog

1 Nov

[non essendo mai riuscita a proseguire, ho realizzato che la causa principale del mio blocco era il non riuscire a rispondere ad alcune delle consegne.. così alla fine ho deciso di prenderne una ogni tanto come spunto, senza ordini cronologici o di altro genere.]

 

Your favorite blog.
Il tuo blog preferito.

Partiamo dal presupposto che non seguo molti blog, e beh l’unico che controllo quasi quotidianamente è LezPop – LA CULTURA POP IN SALSA LESBICA.

Seguo le ragazze che ci scrivono fin dal loro precedente “All the beauty you’ll ever need”.

Come il titolo lascia facilmente intuire, si tratta di un blog che parla di omosessualità femminile, ma con uno stile molto pop appunto. Trovo che sia assolutamente necessaria la sua esistenza, è indispensabile che ci sia qualcuno che ne parli, che faccia informazione politica|culturale|sociale, ma soprattutto che lo faccia con cotanta freschezza e ironia e naturalezza. E’ un mash-up tra una guida alla sopravvivenza, un circolo artistico, un angolo di pace nella giornata, un promemoria e uno sprone.
Con la loro penna (o meglio tastiera) leggera, sarcastica, diretta, friendly e anche pungente queste donne affrontano temi di ogni genere, anche per nulla correlati all’ambito queer – cosa da non sottovalutare, perché contribuisce a non rendere un piccolo ghetto di di acide recriminazioni. C’è una fantastica rubrica di cucina vegana, un manuale per il perfetto rimorchio (che pare sia molto efficace), la cara vecchia e un po’ vintage posta del cuore, recensioni di telefilm, un angolo del “era meglio tacere” che raccoglie le più assurde dichiarazioni omofobe, post sull’arte, i libri, il cinema, segnalazioni di eventi e iniziative a tema, profonde riflessioni su questioni politiche e non, gay e non, infine anche un’intera categoria dedicata alle mutande.

lezcook

Penso di non poter dire molto altro, vi invito semplicemente a farci un salto e a scoprire il genio che sta dietro a questo stupendo blog.

A lezione contro l’omo-transfobia

17 Mag

Il 17 Maggio del 1990 l’omosessualità fu rimossa dall’elenco delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nel 2007, l’Unione Europea ha ufficialmente stabilito questa data come Giornata Internazionale contro L’Omofobia e la Transfobia.

Il lato fucsia della forza

Il ministro della Pubblica Istruzione, Francesco Profumo, ha invitato le scuole a celebrare la Giornata Mondiale contro l’omofobia e la transfobia, attraverso una circolare ministeriale inviata a tutti gli istituti di ogni ordine e grado.

Nel documento si legge:

L’Unione Europea ha indetto per il 17 maggio di ogni anno la Giornata internazionale contro l’omofobia (risoluzione del Parlamento Europeo del 26 aprile del 2007) ossia contro ogni forma di atteggiamenti pregiudiziali basati sull’orientamento sessuale.
La giornata rispecchia i principi costitutivi sia dell’Unione Europea sia della Costituzione italiana: il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, l’uguaglianza fra tutti i cittadini e la non discriminazione. Sono le condizioni che consentono alla società di promuovere l’inclusione di tutti e di ciascuno e di battersi contro ogni offesa alle persone.
La scuola si cimenta ogni giorno con la costruzione di una comunità inclusiva che riconosce le diversità di ciascuno. È, infatti…

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Ridiculously romantic

10 Apr

Buonsalve :3

Mi rendo conto di essere sparita nel nulla, ma tra il tempo dedicato – fisicamente e/o intellettualmente – al Valle e i trigliardi di esami da dare, il tempo che rimane è davvero poco ed è quasi tutto occupato dalla visione di telefilm. (Dovreste comprendermi.)
Ed è proprio a questo proposito che sono qui..

Sono caduta nel tunnel Queer As Folk, proprio intera, con tutta le scarpe, in un solo botto e lo sto arredando con molto piacere. XD
Questa Serie si è guadagnata il mio cuore nel giro di pochissimi episodi, mentre Brian/Justin me l’hanno rubato dopo i primissimi minuti.

E’ bastato veramente poco ed ho immediatamente avuto la voglia di fanartare su di loro, perché sono troppo TROPPO belli. Beh, intanto lo sono esteticamente/graficamente e poi sono ridicolmente stupendi in ogni loro interazione, nei loro sentimenti e nei loro modi di manifestarli (tanto che sono schizzati sul podio delle mie ship).

Ci sarebbero numerosissime scene che avrei potuto usare – e tempo/studio permettendo lo farò! – ma non potevo che iniziare da qua.. dal Finale della Season 1.
Brian, nonostante il suo essere Brian XD, va al Prom da Justin e, che che ne dica, per quanto non lo ammetterebbe mai, è una (ennesima, aggiungerei) dimostrazione di quanto ci tenga e quanto sia forte quello che prova per lui.
Va al Prom, ballano, si baciano, in mezzo alla pista, in mezzo a tutti, con una favolosa canzone di sottofondo. Sono meravigliosi, sono pieni di vita e di amore. E’ la notte più bella della loro vita – anche se ridicola e romantica! Ma poi arriva quel essere ignobile che colpisce quasi mortalmente Justin. E lì.. lì vediamo Brian rompersi. E’ proprio visibile, nella sua espressione, che qualcosa dentro gli si è strappato e che Justin è la cosa più importante che abbia e che non potrebbe stare senza di lui. Senza bisogno di Una Sola parola… Gale riesce a comunicarci e trasmetterci la totale intensità dei sentimenti di Brian.

La mia speranza era di riuscire a riportare questo.. questo amalgama di emozioni, amore, dolore, ricordi, rimpianti, desideri che Brian ci mostra in quel finale.

Non so se ci sono riuscita o se per lo meno mi ci sono avvicinata, e non so scegliere tra le due versioni che mi sono venute fuori.. quindi eccovele entrambe.


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Enjoy

*–*

LGBT Challenge part II

15 Dic

Scusate per il ritardo, ma trai festeggiamenti per i 21 anni e quelli per l’influenza arrivata come regalo (!) ho avuto poco tempo.

#6 Hai incontrato problemi riguardanti la religione?

Io non sono una persona religiosa quindi non dovrebbe toccarmi quello che la varie confessioni pensano o predicano sull’omosessualità. Però l’Italia è soggiogata alla Chiesa e di conseguenza non è possibile non esserne toccati. Loro sono liberi di pensarla come vogliono, ma non hanno nessun diritto di influenzare politicamente e culturalmente il nostro paese!

#7 Come l’hanno presa i tuoi o come pensi che la potrebbero prendere

Ho già raccontato della mia zia preferita. E’ stata l’unca parente a saperlo per 4 anni. Un paio di mesi fa l’ho detto all’altra mia zia e a suo marito.. l’hanno presa “bene”. Direi che “tollerano” questa parte di me. Non è la miglior reazione, ma è molto meglio di un sacco di altre. Come tutti preferirei essere amata e completamente accettata, non tollerata. Ma è qualcosa, è un inizio e uno di quelli buoni – penso. Ancora non l’ho detto a mia nonna, con la quale vivo, perché ho molta paura di cosa possa pensare. Diciamo che non è proprio la più grande “gay friendly” che conosco.. e temo che possa non capire e arrabbiarsi. ps. Quanto vorrei che tutti, tutti, fossero come i genitori della foto. Spero che ci si arrivi e spero di vedere quel giorno.

#8 Cosa significa per te il rimanere nascosti?

Se non mi fossi dichiarata a nessuno credo che vorrei uccidermi perché non mi sentirei mai libera e al sicuro. Il Coming Out è qualcosa che devi fare PER te stesso. E’ in regalo, dopo tutto. Io ho bisogno di essere allo scoperto con i miei amici perché penso che se non mi accettano non sono realmente tali e che non meritano di esserlo. Con i parenti è diverso.. è più difficile.. Mi piacerebbe dichiararmi anche con loro, ma non lo vedo come una cosa fondamentale. Ci sono un sacco di altre parti di me che ignorano. Perché questa dovrebbe essere così diversa?

#9 Cosa ne pensi del Pride? E’ di aiuto o è dannoso? Da incoraggiare o non necessario?

Credo che sia grandioso. Davvero. E’ una protesta, è una rivendicazione dei nostri diritti che è qualcosa che abbiamo totalmente il bisogno di fare fino a che avremo esattamente gli stessi diritti degli eterosessuali dappertutto! E in più è fare tutto ciò con gioia e colore e speranza. E’ accogliente.

#10 Cosa significa il matrimonio per te?

TANTO. E’ un impegno con la persona che ami; è desiderare spendere tutta la vita amando, prendendosi cura, dando supporto e rispetto a lei; è esserci nei momenti belli e quelli cattivi per superare i problemi insieme; è la cosa più grande.

Tutti dovrebbero essere liberi di farlo.

Io non vedo l’ora di essere in un impegno del genere con La Persona. Lo sogno da quando era una bambina.

 

LGBT Challenge part I [en]

4 Dic

Firstly I want to apologize for my absence but my internet connection is playing hide and seek with me!

Then, I thought to report  here weekly the 25 days LGBT challenge I’m doing on my facebook page.

#1Your sexual orientation or gender identity. Be creative in your definition.

I’m both heterosexual and lesbian. I should say bisexual, I know, but I don’t like the word. Also I don’t feel I like both gender all the time. Idk. It’s more like if I keep changing from one to the other and back, like seasons. Maybe it’s the usual way to be bisexual, I’ve no idea.

#2 Did you have any experiences as a child that might have foreshadowed your sexuality? 

I don’t think so. Actually I don’t remember that much about my childhood, but I know I played with Barbies, I loved to dress up and I adored to play the “mother-daughter” role game. I had only girl friends and I liked a boy.. is any of these foreshadowing?

#3 How old were you when you knew? What was that like for you? 

I’ve had the first doubts around 13, but I didn’t cared about it that much. Later, when I was 16 I fell in love with a girl and so on. I didn’t actually know what that meant. Were I going to be a lesbian? Or bisexual? Or was it a one time thing? Ok, to be honest I’ve known since the beginning it wasn’t a “phase”. Anyway I dealt with it very well, I almost immediately told my bestfriend who did react perfectly. I had a few vacillations when I knew there could easily be a kiss.. I was afraid I wouldn’t like it. But I was terribly wrong. After a few weeks I told my fav aunt too and she was quite ok even though she tought it was just a stage of my teenage. She’s used to it now and she’s cool.

#4 The first person you came out to and that story

I’ve already said that. Anyway.. It was one of my bestfriends and it was pretty easy to do. She already had some presentiment about it. And she was totally fine with it. Just like all my other friends. I wouldn’t have loved them if they were omophobic or something, I’ve always condemned people who have that kind of thought. Always!

#5 Thoughts regarding inner turmoil about your sexuality; Did you have any? Did it escalate to self-injury or suicidal thoughts?

Ooh believe me I’ve been there, but not for my sexual orientation! Not at all. I accepted it and myself easily. Most people sadly struggle with it, I know; I guess I’m an ecception.. but that’s it. Actually I am a “inner turmoil” person xD but this topic didn’t shaked me. Like if I was prepared. Well, I’ve always been very very gay friendly and “supporter” so it wasn’t a problem to me.

LGBT Challenge part I

4 Dic

Innazitutto mi vorrei scusare per la mia latitanza, ma è la mia connessione che gioca a nascondino!
E poi ho pensato di riportarvi in post settimanali, il 25 days LGBT challenge che sto seguendo sulla pagina facebook.

#1 Il tuo orientamento sessuale o identità di genere. Sii creativo nella definzione.

Sono sia etero che lesbica. Dovrei dire bisessuale, lo so, ma non mi piace la parola. E in più non sento che piacciono entrambi i sessi tutto il tempo. non lo so. E’ più come se continuassi a passare da uno all’altro e viceversa, come le stagioni. Forse è il modo tipico per essere bisessuali, non ne ho idea.

#2 C’è stata qualche esperienza da piccol* che avrebbe potuto lasciar presagire la tua sessualità?

Non penso. A dire il vero non ricordo molto della mia infanzia, ma so che giocavo con le Barbie, amavo mettermi i vestiti e adoravo giocare a “mamma-e-figlia”. Avevo solo amiche femmine e mi piaceva un maschio.. c’è qualcosa tra queste che fa presagire?


#3 Quanti anni avevi quando l’hai capito? Come è stato per te?

Ho avuto i primi dubbi attorno ai 13 anni, ma non gli diedi più di tanto peso. Più tardi, quando ne avevo 16 mi sono innamorata di una ragazza e tutto il resto. Non sapevo in realtà cosa avrebbe voluto dire. Sarei stata lesbica? O bisessuale? O era una cosa di una volta e basta? Ok, ad essere sincera sapevo fin dall’inizio che non era una “fase”. Ad ogni modo l’ho gestita molto bene, l’ho detto quasi immediatamente alla mia migliore amica che reagito perfettamente. Ho avuto un po’ di tentennamenti quando sapevo che avrebbe facilmente potuto esserci il bacio.. Avevo paura che non mi piacesse. Ma mi sbagliavo terribilmente. Dopo qualche settimana l’ho detto anche alla mia zia preferita e lei era abbastanza ok con la cosa anche se credeva che fosse solo una fase della mia adolescenza. Ora si è abituata ed è tranquilla.

#4 La prima persona con cui hai fatto coming out e quella storia

L’ho già raccontato. Comunque.. E stato con una delle mie migliori amiche ed è stato piuttosto facile. Lei aveva già qualche presentimento a riguardo. Ed era completamente tranquilla sulla cosa. Proprio come tutti gli altri miei amici. Non gli avrei voluto bene se fossero stati omofobi, ho sempre disprezzato le persone che hanno quel tipo di pensiero. Sempre!

#5 Considerazioni riguardo il tumulto interiore a causa della tua sessualità; ne hai avuto? si è intensificato fino all’autolesionismo o a pensieri suicidi?

Ooh credetemi l’ho vissuto, ma non per il mio orientamento sessuale! Niente affatto. L’ho accettato e mi sono accettata facilmente. La maggior parte della gente ci combatte tristemente, lo so; credo di essere un’eccezione.. ma è così. A dire il vero sono una persona da “tumulto interiore” xD ma questa cosa non mi ha scossa. Come se fossi preparata. Beh, sono sempre stata molto molto gay friendly e “a supporto” così non era un problema per me.

Hannah Witton

20-something, history graduate, YouTuber, sex positive, Hufflepuff.

Epentesi

come my unseen, my unknown, let us talk together

Mi faccio un cocktail al giorno

Forse quella storia sull'essere più positivi l'ho presa un po' troppo alla lettera

Sexitudini

Il blog delle beatitudini

Sopravvivere non mi basta

La libertà è un esercizio quotidiano

#Centonovantaquattro

Basta un poco di zucchero e la pillola va giù

Al di là del Buco

Verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessi

Unisciduemondi

Nahyeli Malingamba

il ricciocorno schiattoso

ci sono creature fantastiche, ma è difficile trovarle

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

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