Dreaming of the *Obama sun

6 Nov

Mi sembra ieri.. ero a casa divisa tra computer e televisione, per seguire le elezioni statunitensi, divorata dall’ansia all’idea che Obama non ce la facesse e soprattutto dalla consapevolezza che io non potevo farci niente. Era talmente forte tutto quel momento, ero così tanto coinvolta e preoccupata che presi la decisione di aprire il blog, molto prima di wordpress.

Il primissimo post che ho pubblicato infatti parla proprio di questo.

Oggi sono in contesto completamente diverso, sono dentro una lotta viva, ho perso la mia caratteristica unica di click-activist, non ho più una tv e poco tempo per seguire le notizie, ma l’ansia è la stessa, la preoccupazione mi attanaglia nel medesimo modo, ed è parimenti il desiderio viscerale di poter essere là – nel paese che sento la mia patria – a dare il mio contributo, andando al seggio e posando una piccola ma importantissima crocetta su di una scheda elettorale.

E come ha detto una mia amica: Magari un giorno anche in Italia votare avrà un senso di giustizia, di appartenenza, di speranza. Magari. Probabilmente per quel giorno non abiterò già più qui.

In America queste elezioni, questa giornata, questo percorso è sentito e condiviso e vissuto con estrema partecipazione. L’energia, l’impegno e il desiderio comuni a tutti loro è talmente contagioso che si percepisce anche dall’altro lato dell’emisfero.

In particolare, quest’anno, la comunità LGBT si è mossa e movimentata per dare tutto l’appoggio possibile a Barack Obama. Attori, registi e altri personaggi della cultura e dello spettacolo si sono esposti in prima persona dichiarando il proprio supporto e sostegno. Da Jane Lynch a Zachary Quinto.

Ed oggi questo è fondamentale, anche perché non si vota solamente per eleggere il presidente. Bensì in ben quattro stati (Maine, Maryland, Minnesota e Washington) si vota il Referendum per estendere il matrimonio anche alle coppie omosessuali.

Cosa che forse mi mette ancora più in fibrillazione e in ansia.

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