Archivio | novembre, 2011

#1 Challenge: Your favorite picture and 21 interesting fact

28 Nov

Your favorite picture of yourself and one interesting fact for every year you’ve been alive.
La foto che preferisci di te stessa e un fatto interessante per ogni anno che hai vissuto. 

Di me stessa ce ne sono tante. In considerevole quantità albergano dentro la mia testa, il mio petto, il mio sistema nervoso.. Si alternano nel parlare, nel avere desideri, nel dare consigli, nel prendere decisioni. Anzi no, quelle non riesco mai a prenderle per via del loro accavallarsi. Però un buon numero di me vive nel mondo coloratissimo di uno schermo, che a volte è grande a volte è piccolo e altre ancora sta in una mano. C’è Meredith Grey, c’è Carrie Bradshaw, Hannah Rogers, Emily Fitch. Sono molte. Ma forse quella in cui mi trovo maggiormente è Clementine Kruczynski. E questa è una mia/sua foto che adoro.

Ok è inutile, non ci riesco, sarebbe davvero estremamente difficile sceglierne UNA sola, anche perché lei – come me – non si può racchiundere in un’unica immagine, un’unica espressione, un solo colore o un tubetto di tinta per capelli. You just can’t!
Ed ora viene il ‘more difficult’. 21 fatti interessanti su di me. Esistono? Non ne sono poi così convinta, ma ci proverò.

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Grazie, Thanksgiving.

25 Nov
photo by aliceponds.viewbook.com - my decorated table.

Ieri sera, come tutti i quarti giovedì di novembre da 4 anni a questa parte, ho celebrato il Thanksgiving.

Ci sono decine di storie, miti e supposizioni sull’origine e sul senso di questa festa; da un lato chi la sacralizza, dall’altro chi la condanna. Secondo me però chiunque si sprechi a ricercare le colpe o i miracoli dei fantomatici padri pellegrini, si perde per strada il vero e profondo spirito di questa festività. E’ la giornata per dire grazie, è il momento per fermarsi nel mezzo delle nostre vite frenetiche, metterle per qualche ora in stand-by e rifugiarsi nel familiare, caloroso, accogliente abbraccio delle persone che amiamo; è l’occasione per staccare il cervello dai suoi trigliardi di impegni quotidiani, spegnere i problemi, i dubbi, le paranoie, i timori, le cattiverie della vita. E rivolgere i propri pensieri, le proprie energie, le proprie attenzioni a tutte quelle cose belle piccole, grandi, nascoste ed evidenti, per cui sentiamo di essere grati. Il Ringraziamento è il giorno per ricordarsi di questo e per ricordarci di dargli il peso che si merita.

Io quest’anno di cose per cui essere grata ne ho un po’, l’estate appena trascorsa mi ha fatto scoprire l’amore per una città, la lotta per una causa, la mia forza di volontà, la passione, il valore del mio impegno, la capacità di mettermi in gioco, sfaccettature che non sapevo di avere o che credevo sepolte, la donna che sto diventando, la maturità che covo e sopra a tutto mi ha fatto conoscere persone nuove, bellissime, valorose, veraci, intense, calorose, intransigenti, creative, allegre. Mi hanno svegliata, cambiata, scaldata e fatta crescere. E qualcuno più di altri si è ritagliato un posto nel mio cuore e nella mia eistenza, diventando in breve tempo parte fondamentale di quel che sono e che voglio essere.

Devo dire grazie a questa esperienza, al ‘caso’ che mi ci ha fatta arrivare, alle persone che l’hanno resa possibile ogni giorno arricchendola e in particolare devo ringraziare quelle persone speciali che hanno trovato la chiave per entrarmi dentro.

Ieri sera, come ormai è mia tradizione, ho festeggiato il Thanksgiving con le mie Amiche – la mia Famiglia – preparando per loro, con tutto l’impegno e il cuore possibili, una cena ‘tipica’ da gustare insieme nella gioia unica che sanno darmi.

Cercando di creare un’atmosfera serena, giocosa, avvolgente, protettiva, felice. Questo è il mio modo per rendergli grazie. Devo ringraziarle per essere arrivate nella mia vita ed esserci volute restare, per aver vissuto con me esperienze dalle più importanti a quelle minuscole, per ricordarsi quello che amo ed amarlo un po’ anche loro di conseguenza, per avermi passato nuove passioni, per conoscermi con tutti gli innumerevoli difetti e volermi bene anche grazie a essi (e non nonostante). Devo ringraziarle per capire le mie follie e assecondarle, per ascoltarmi senza fatica, per sorreggermi e per affidarsi a me quando hanno bisogno di essere sorrette. Devo ringraziarle per essere venute a festeggiare insieme e averlo fatto con entusiasmo e anche quelle che avrebbero davvero voluto ma non non potevano esserci.
Grazie. Siete il mio Oz, siete il meglio.
Vi voglio bene.

   

MEME!

23 Nov

Ho trovato un meme interessante – io adoro i meme! – e siccome noto che negli ultimi giorni mi è mancata l’ispirazione e il tempo per farmene venire un po’, ho pensato potesse essere un buon modo per tener vivo il prossimo mese.

Eccolo:

25 Day Challenge: More Deep Thoughts
day 1 – your favorite picture of yourself and one interesting fact for every year you’ve been alive
day 2 – your thoughts on death
day 3 – your thoughts on religion
day 4 – your most significant childhood memory
day 5 – discuss your feelings on the word “love” and the way it’s used in today
day 6 – your all time favorite movie
day 7- talk about your idol and how they influence you
day 8 – ten things you’d like to say to ten different people, without using names
day 9 – your favorite blog
day 10 – a picture of your favorite relative
day 11 – your biggest fear
day 12 – a picture of the place where you were born
day 13 – discuss your first kiss
day 14 – your thoughts on drugs and alcohol
day 15 – your celebrity crush
day 16 – ten things that make you smile and a picture of yourself smiling
day 17 – discuss your greatest fear and your greatest dream
day 18 – a picture of your best friend
day 19 – a picture of yourself and someone you don’t actually like
day 20 – talk about where you go/went to high school
day 21 – a picture of your first boyfriend/girlfriend
day 22 – a time you felt like ending your own life
day 23 – your biggest regret
day 24 – a picture of you when you were younger
day 25 – a picture of your all time favorite band.

(via oliviahulett)

Ogni giorno (forse non proprio “ogni”) risponderò ad una di queste richieste cercando di ricavarne fuori qualche bel pensiero, qualche post interessante – Spero!

Ai prossimi giorni con il “day 1”.

Rebirth

14 Nov

Sono una persona che non sa risparmiarsi. Non ho mai imparato a dosare la quantità di me da diluire in una relazione, ho sempre lasciato che gli affetti mi totalizzassero. La maggior parte della mia vita l’ho passata a struggermi per un sentimento talmente espansosi dentro di me da rischiare il soffocamento.
Poi un giorno, di qualche anno fa, il cuore si è spezzato per una volta di troppo.. mi ero sempre domandata, in effetti, quante cicatrici potesse sopportare prima di cedere e alla fine forse l’ho scoperto. So solo che quel giorno è calato l’inverno, fatto di alberi spogli e nebbia, nel mio petto. Arida. Ho cominciato a sentire le pareti cardiache seccarsi sempre più.
Sulle mie labbra hanno cominciato ad alternarsi diversi sapori. Senza chiedere il benestare dell’arbitro Ragione. Non importava. Non dovevano portare da nessuna parte, avevano il solo scopo di farmi sentire ancora viva.
In più di qualcuno tra quelli comunque ha tentato di lasciare le proprie orme dentro il mio torace, ma non c’era più l’habitat perché i semi potessero fiorire.

Un giorno però hai messo tu piede sul sentiero che stavo esplorando vagamente. Io ero confusa. Indifferente. Lontana. Eppure tu mi hai vista. E raggiunta.
Non so cosa sia passato tra le tue tempie, ma so che non hai aspettato a lungo per decidere di aggiungere le tue labbra alla mia collezione. Ed io ero tranquilla, pensando non vi fosse nulla di diverso dal solito.
Ma così non era. In quel momento non hai baciato la mia bocca, quel bacio ha raggiunto direttamente le mie viscere, riportando il mare, i fiori, le stelle e la frutta tra le mie costole.
Mi hai restituito la mia più grande debolezza, quella di non saper trattenere l’amore. Mi hai donato la primavera e i fuochi d’artificio. E’ stato come innamorarsi per la prima volta, di nuovo.

Perché tanti affannosi sforzi per soffocare i nostri più elementari istinti naturali?

11 Nov

Di ritorno dal cinema, ho ancora le atmosfere, le parole e i colori di A Dangerous Method vorticanti nella mia mente, vividi e freschi come tinta appena passata, allo stesso modo sono inafferrabili senza creare un po’ di confusione.. ma voglio provare comunque a dire qualcosa. Chiedo venia da ora.

*Attenzione Spoiler Continua a leggere

Be brave.

9 Nov

E’ un pensiero che ritorna spesso nella mia testa.
Sii coraggiosa. Esponiti. Buttati. Non lasciare che la paura ti blocchi. Non lasciare che alcunché ti blocchi. Sii te stessa.
Sono lezioni importanti. Regole che cerco di impormi. Ma sono debole.
Il coraggio non è mai stato una mia caratteristica. Mentre invece la paura è una mia grande compagna di giochi. Mi tiene testa continuamente, inficia ogni mio pensiero, ogni mio passo, ogni mia decisione.

Voglio dannatamente imparare a zittirla. Perché avere coraggio non vuol dire non essere spaventati, anzi al contrario significa andare oltre il proprio timore, non lasciarlo vincere e magari – se si è molto bravi – trasformarlo in forza.
Io però ho grossi problemi anche solo a muovermi quando la paura mi attanaglia. Non so reagire. Soccombo.

Alla mia più grande fobia. L’abbandono. Il dolore.
Sono terrorizzata dall’idea di soffrire, ancora. Sono terrorizzata all’idea di andare a pezzi, di nuovo. Sono terrorizzata al pensiero che per l’ennesima volta il mio cuore possa venire calpestato e portato via come souvenir, per poi essere dimenticato in un cassetto a prendere polvere. Il fatto è che è troppo tempo che succede. E quante lacrime abbiamo da versare, prima che esauriscano? Quanti cuori da perdere?

 

Il problema è che non ho mai provato alternative, non ho mai abitato in un mulino bianco e non ho mai visto un principe azzurro dal vivo, o un Jack Dawson – se è per questo. Non riesco a vivere senza il dolore, senza l’amore. Senza elargire tutta me stessa irrefrenabilmente in pasto a degli occhi di miele.
Sono come burro in mani calde.
Ma senza la forza di aprire la bocca e dir nulla a quelle mani e a quegli occhi. Senza il coraggio di farglielo notare, che mi sto diluendo in loro.
E così perdo me stessa, un po’ alla volta. Senza far rumore.

Vorrei davvero imparare a tirar fuori la voce. Senza temere le risposte, le conseguenze, senza aver paura di finire nel vuoto. Voglio avere coraggio. Voglio espormi, rendermi vulnerabile. Voglio dire “ti amo” anche se lo dovessi dire a Chuck Bass nel momento più buio. Perché sarebbe vero. Perché sarebbe giusto. Sarebbe grandioso. Liberatorio. Sarebbe tutto.

ps. “I was born to be brave.”

Bad Things

9 Nov

Hey hey, qualche giorno fa avevo fatto anche un altro wall su un soggetto come dire molto interessante.. molto hot. Ovvero Eric/Sookie di True Blood. L’ispirazione è venuta dal fatto che ho finalmente recuperato la S4 e diciamo che per questi due è una stagione piena di mmh pathos!

Beh non aggiungiamo altro, dai. Eccolo.


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Hope you like it.
See ya.

‘Smarrimento’ c’è scritto.

8 Nov

Seduta su una panchina, di quelle dalle linee curve, in legno, tinta di nero, con i braccioli in metallo, gelidi. Attorno aleggia folta nebbia, sotto i miei piedi solo erba e su di me si accavallano parole come i titoli di testa di un film. La ripresa dall’alto, mi schiaccia, ancora più piccola e più fragile. Avvolta in un cappotto scuro e leggero, mi torturo le mani, l’una con l’altra, senza sosta, come se potessi così torturare ciò che ho dentro.
Alzo gli occhi al cielo. ‘Smarrimento’ c’è scritto. I pensieri scorrono sul mio volto, senza la minima intenzione di fermarsi. Pensieri di mille colori diversi, che mescolati come tempere danno solo uno scuro marroncino.
La confusione è marrone. Ed è grigia. Non si riesce a distinguere bene. E’ un colore informe, malamente amalgamato, che cola sul mio petto.
Al suo interno c’è il dolore, di un blu intenso, quasi elettrico, che brucia e corrode ciò su cui scivola. L’apatia, nera, senza sfumature, che come un buco lasciato da una stella morta tenta di inghiottire ogni cosa che capita nei suoi dintorni. E l’amore, di quel rosso, lo stesso del fuoco e del sangue, perché l’amore è questo.. sangue che pulsa in ogni vena del corpo e fuoco che arde nel cuore, consumandolo.
In un angolo di questa strana tavolozza ci sono anche rimasugli di un verde, ormai quasi secco; si chiamava speranza.
Mi guardo attorno, osservo ogni cosa senza riuscire realmente a vederla, non so se per la nebbia che rende tutto sfocato o per le lacrime. Mi stringo un po’ di più nel cappotto, me lo avvolgo il più stretto possibile, anche se so che il freddo viene dal mio stomaco. Serro le palpebre, apro le narici, ma non ci sono odori da carpire, inalo un po’ d’aria, anche se i polmoni hanno dismesso il loro lavoro da qualche tempo. E infine vorrei alzarmi, andar via.. Ma non v’è forza nei miei muscoli, è evaporata insieme al mio pianto. Così resto qua a fissare le luci, deboli ed accecanti, cercando di scaldarmi stringendomi tra le mie stesse braccia.

L’ho scritto un po’ di tempo fa e qualcuno potrebbe averlo già letto sulla mia pagina facebook, ma a ripetizione continua a tornarmi in mente, a rifluire dentro di me quella sensazione ed ho sentito il bisogno di condividerlo again.

What do you wanna be in the world? – Found.

8 Nov

Sono giorni che questa frase rimbomba nella mia testa. In mille forme e sfumature diverse, la ritrovo in ogni dove. Ovunque io posi il mio sguardo, risuona la parola “found”.

 


Maureen: That’s funny. You’re trying to keep from being found and I hope somebody finds me.



Prince Charming: No matter what you do. I will always find you.

Freud o chi per lui direbbe che dipende solo da me. E avrebbe piena ragione.

Tutto ciò che desidero, tutto ciò di cui ho bisogno, è essere trovata. Essere trovata dall’ispirazione. Essere trovata da qualcuno che riconosca del talento in me. Essere trovata dalla fortuna. Essere trovata da una persona che mi voglia davvero e che non abbia impedimenti a farlo. Essere trovata dall’amore.

Ma allora mi domando. Cos’altro si può volere? Chi è che non vuole essere trovato in fin dei conti? Tutti noi siamo delle piccole anime in pena che vagano per il sentiero che si sono ‘trovati’ come vita e che man a mano continuano a modellare percorrendolo. E in quanto tali, come possiamo non attendere, non sperare, di essere trovati lungo il cammino da qualcuno o qualcosa che sia in grado di guidarci, di darci forza, coraggio, o semplicemente di accompagnarci? Esiste davvero qualcuno che non abbia bisogno di essere trovato?

Huddy is a killer.

6 Nov

Iniziamo con un post grafico! Ahah, giusto per ribadire quanto il mio blocco dello scrittore sia avanzato >.<

Chiacchiere a parte.. Dopo mesi di latitanza, ho finalmente fatto il Wall di risposta per la Battle che ho in atto su freefans con EverythingIsIlluminated riguardo la coppia House/Cuddy – che per entrambe è LA OTP. (Per me a parimerito con Luke/Lorelai).

Beh la situazione Huddy è quella che è… Ma sto cercando di rimanere in *denial* perché pensare a come hanno fatto andare (a puttane, permettemi) le cose tra di loro, fa davvero Tanto male. E’ il peggior spreco che io abbia mai visto in TV.

Ad ogni modo… ho cercato appunto di rimanere nella fase di negazione e questo è quel che ne ho ricavato.


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Enjoy.

Hannah Witton

20-something, history graduate, YouTuber, sex positive, Hufflepuff.

Epentesi

come my unseen, my unknown, let us talk together

Mi faccio un cocktail al giorno

Forse quella storia sull'essere più positivi l'ho presa un po' troppo alla lettera

Sexitudini

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