Un viaggio interiore attraverso l’Irlanda.

3 Ago

ireland 2

Una settimana. Due città e due paesini. Tantissimi paesaggi. Musica come se piovesse. Pioggia da danzare. Persone splendenti con cui chiacchierare come se ci si conoscesse da sempre e come se ci si volesse scoprire a fondo.

“There are no strangers here; just friends you haven’t met yet. “

dublin night


>> DIARIO DI BORDO <<

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Gli shorts non stuprano. Gli stupratori stuprano.

4 Lug

Se ne sta facendo un gran parlare.
Questo signor Cubeddu, giovane wannabe-Nabokov, con i suoi due articoli sul Secolo XIX ha scatenato un certo putiferio.

Sinceramente un po’ mi dispiace alimentare la sua fama (perché che se ne parli bene o che se ne parli male, l’importante è che se ne parli. no?) soprattutto perché ritengo che le cose che ha scritto siano un ricettacolo zeppo di luoghi comuni, di moralismo benpensante e di maschilismo estremamente malcelato. Per questi motivi non si meriterebbero così tante parole sprecate su di lui.

Ma il punto è che ahimé rappresenta un modo di pensare e di vedere le cose ancora tanto, troppo diffuso nella nostra società (italiana e occidentale più in genere).

Ed è arrivato il momento di smettere di tacere, di dire basta ai soprusi, di fermare la colpevolizzazione delle vittime e di rispondere agli insulti, alle accuse, alle insinuazioni, così come ai fischi e agli apprezzamenti volgari e non richiesti per le strade.
E’ ora di far capire a questa società che siamo stanch* perché rimanere in silenzio e continuare a camminare, significa che andranno avanti così, sentendosi in qualche modo innocenti e non dalla parte del torto, se non addirittura autorizzati.

E’ giusto far sentire le nostre voci ed è giusto farlo anche così, anche mostrandogli porzioni di pelle lasciate scoperte dagli shorts. Perché non sono certo gli shorts, né i minishorts, né le minigonne, né tantomeno la quantità di centimetri di gluteo che si intravede, o l’ombelico scoperto, o la scollatura. Non sono i tacchi, non è il rossetto, non è il modo di ancheggiare. E nemmeno – pensa un po’ – su quali strade andiamo ad ancheggiare.
Nulla di tutto ciò, niente di quello che noi indossiamo o facciamo è la causa e neanche l’attenuante per uno stupro.
Uno stupro è una violenza. Punto.
E non c’entra niente col desiderio sessuale. E’ una violenza.
Come il femminicidio.
Ed è un fenomeno trasversale.. che tocca tutti gli strati sociali, tutte le età e tutti i sessi, i generi e gli orientamenti sessuali.

Vengono violentati ragazzini in tuta, uomini in giacca, donne anziane col carrello della spesa, quartine quattordicenni con gli shorts, donne in carriera vestite in maniera “decorosa”. Non importa.

Non è la vittima che provoca.. è lo stupratore che stupra.
E finché questo concetto non sarà diventato così chiaro e ovvio agli occhi di tutti, noi dovremo continuare a far valere le nostre voci. A farle sentire da più persone possibile.

Così ecco qua la mia foto per la campagna lanciata da Un altro genere di comunicazione!
#GliShortsNonStuprano

Che provvederò subito a far recapitare anche a tortarolo@ilsecoloxix.it e redazione@ilsecoloxix.it .

#glishortsnonstuprano

Per quanto riguarda lo specifico di ciò che il succitato “giornalista” ha scritto, ho già sfogato il mio astio in altri lidi con commenti mordaci e – soprattutto – già altr* blogger gli hanno risposto per le rime. In tantissimi, basta cercare.. Anche sul fattoquotidiano!

Quindi non credo sia necessario io butti via ulteriore tempo a ripetere i motivi per cui le cose che ha scritto sono misogine, pregiudizievoli, sessuofobe, allarmanti, retrograde, contraddittorie, retoriche e aggressive.

GendErotica – Contaminazioni di Arte Queer

18 Giu

| 31maggio>2giugno2013 | EyesWildDrag ft. NuovoCinemaPalazzo ft. TeatroValleOccupato

Proviamo a ricostruire questo festival.

riscop

Ci sto mettendo un sacco di tempo, forse perché ne sono stata coinvolta in primissima persona e quindi è difficile riuscire a discernere tra ciò che è soggettivo e strettamente legato alla mia intima sensibilità, e tra ciò che è, non dico oggettivo, ma condiviso.

Per me quello che posso dire, più nitidamente e senza dubbi, è che non mi sentivo così viva come mi sono sentita durante Genderotica, da svariati mesi.

Da cosa è dipeso?
Certamente ha inciso molto il processo che ha portato a quei giorni, l’aver avuto una parte attiva e cruciale per certi versi in tutto il periodo di organizzazione e messa a punto delle questioni logistiche, delle riunioni tecniche, delle decisioni, delle politiche. Aver seguito questo percorso dalla proposta fino alla realizzazione, in prima linea, ha fatto sì che quei tre giorni fossero almeno in piccola parte un’equivalente del guardare i primi passi di un figlio, o quello stesso figlio che parte per il college.
Okay, forse la sto un po’ gonfiando. Ma cercate di carpire tra le metafore.

Dunque, un po’ per dovere e molto per interesse, ho seguito tutti i momenti del festival e ne ho gustato tutti i vari eventi e le differenti forme in cui l’arte e l’informazione si sono date.
Sì perché tra gli ingredienti che hanno reso questa tregiorni un’esperienza rivitalizzante, c’è senza ombra di dubbio la grande e molteplice offerta di diversi tipi di comunicazione e di intrattenimento: le performance, le mostre, le installazioni, i documentari, gli spettacoli e gli show – che andavano dal drag al burlesque passando per il BDSM e il cabaret -, i racconti, i cortometraggi, il respiro internazionale, gli aperitivi, i djset, la conference, i workshop.. La lista potrebbe proseguire ancora molto, ma definizioni e categorie, snocciolate in questo modo danno solo relativamente l’idea di quello che era davvero.

GendErotica ha messo insieme tutti questi stili, diverse lingue e diversi linguaggi, persone da ogni parte d’Europa e alcune perfino da più lontano, e ha riunito tutte queste realtà attorno a un tema che sta a cuore a tante persone e che deve arrivare a tutte le altre: il FEM. E lo ha fatto convogliandole in due spazi.. occupati, liberati, restituiti, militanti, aperti, propositivi. Il Nuovo Cinema Palazzo e Il Teatro Valle Occupato. Gli spazi del contagio, i luoghi fisici, culturali, politici e sociali, da cui si è diramata negli ultimi due anni la rete di teatri, cinema, spazi e territori in lotta per i beni comuni.
Luoghi che contagiano con i corpi. Corpi che racchiudono, creano e sprigionano la loro energia, la loro imprudenza, la loro corsa, i loro principi, le loro pratiche e i loro desideri.
Ma anche luoghi che si sanno lasciar contagiare, che come spugne riescono ad accogliere, masticare, proteggere, vivere le esperienze con le quali vengono a contatto e a cui danno asilo.

E (anche) in questo caso, lo scambio è stato profondamente e intimamente fruttuoso. A livello di atmosfera, di respiro comune, di intrecci, di contaminazione.

Nonostante la grande vicinanza e la profonda complicità tra Nuovo Cinema Palazzo e Teatro Valle Occupato, si tratta pur sempre di due luoghi strutturalmente molto differenti e che per questo hanno potuto incastrarsi con il festival e portargli contributi diversi.

Per esempio, il carattere “rionale” che ha il Palazzo, con la grande partecipazione, il sostegno e la presenza di chi abita quel quartiere, ha regalato uno degli aspetti più interessanti e anche tra i più utili di quella tregiorni: il coinvolgimento di persone anziane e di provincia. Persone che usualmente non si vedono a festival queer, a proiezioni di nicchia, a manifestazioni politiche, a rivendicazioni femministe, a feste in discoteca, etc.
Che sono proprio le persone a cui invece questo genere di iniziative dovrebbe avere l’anelito di comunicare. E’ proprio a questi esseri umani che dovremmo rivolgerci, per allargare la discussione, per raggiungere il dialogo, per sfumare gli sterotipi, per chiarire le idee, per farsi conoscere e venire accettati. Per scalfire la cultura machista e sessista.

E quelle signore che il primo giorno si sono ritrovate, molto probabilmente per caso o per abitudine, a vedere i documentari sulle Faux Queen e sulle Fat Fem… il giorno dopo sono tornate, quelle stesse donne – più consapevoli – e hanno assistito ai corti di Emilie Jouvet e poi anche al GREAT FEM SHOW con Louise De Ville, Wendy Delorme, Rosie Lugosi, Fauxnique e le Eyes Wild Drag.

fooderotic

Ora che le ho nominate, non posso certo esimermi dal dire che l’ingrediente segreto, la ciliegina sulla torta, il tocco di classe di questa ricetta è stato sicuramente lo show centrale, appunto il Great Fem Show. Uno spettacolo un po’ in stile Rivista, con un susseguirsi perfettamente amalgamato di pezzi, esibizioni, performance e letture, il cui livello artistico era talmente elevato che è difficile da commentare.

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to write or not to write..

17 Giu

Scrivere è diventato un incubo per me.
Questa cosa mi terrorizza.
Ricordo che da piccola, quando a malapena avevo imparato a farlo, passavo ore e ore sui fogli imbracciando una penna o una matita. Ma soprattutto ricordo che non mi pesava affatto. Era come se fossi nata per quello, era come se quello che scrivevo sgorgasse direttamente dalle mie mani. Era addirittura difficile contenermi certe volte.
Non sto certo parlando di qualità. Anche perché non credo che sia il punto in questione, qualunque cosa io abbia scritto a 6 anni con tutta la buona volontà sarà sempre qualcosa scritto da una bambina di sei anni.

Però la naturalezza con cui lo facevo, l’impellenza che avevo ogni giorno di mettermi davanti a un quaderno e lasciar fluire tutte le parole che mi nascevano nel petto… questo è qualcosa di magico. Qualcosa che temo di aver perduto.

Ora quando penso di dover scrivere qualcosa, ma anche e ancor di più quando penso che ho voglia di scrivere qualcosa, mi paralizzo. E non appena apro un foglio bianco – cartaceo o virtuale che sia – le parole ammassate e scalpitanti nel mio cranio, si restringono, si agglomerano, si aggrovigliano, si gonfiano, formando un’enorme massa che spinge sulle mie tempie come se volesse spezzarle e riversarsi fuori. Ma non succede.
Rimangono lì. Un gomitolo di pelo, che prima o poi sputerò in qualche altra forma probabilmente.

Di scrivere però, non c’è proprio verso.

Random About Me

19 Nov

Sulla falsariga di questo post, e ispirata da una pagina facebook che abbinava ad un’immagine molto accattivante delle descrizioni dei segni zodiacali particolarmente azzeccate.. Ho pensato di darvi una vaga idea di me attraverso queste brevi frasi e insiemi di aggettivi che risultano dalle interpretazioni dei segni, del significato dei nomi e di altre cose simili.

Non controllano le loro emozioni.
Hanno difficoltà ad iniziare una conversazione.
Si irritano facilmente, che li si provochi o meno.  Le collere non durano molto.
Pensano SEMPRE a qualcosa.
Molto sensibili, li si ferisce facilmente.
Hanno sempre paura delle conseguenze delle loro decisioni.
 

Contraddittori.
Non la pensano come gli altri. RiservatiPersuasivi. Ostinati e testardi.
Imprevedibili. Affidabili. Onesti e sanno mantenere i segreti.
Gli piace la solitudine. Buoni intenditori. Amano l’intrattenimento e il tempo libero.
Lunatici. Taciturni, timidi e umili. Intelligenti e astuti. Temperamento mutevole.
Amano la libertà. Ribelli quando li si costringe. Ambiziosi. Superstiziosi.
Romantici dentro, però non esteriormente. Hanno molto chiare le proprie mete e sogni.
Si fanno facilmente del male, proprio per il loro carattere contraddittorio e mutevole, incapace di autodifesa.
Spesso è un timido che risente profondamente la compassione e si fa carico delle pene altrui.
Dotati di profonda intuizione, sono attirati dall’esperienza intellettiva e sono quindi interessati a tutte le materie filosofiche.

Generalmente godono di buona salute anche se i punti deboli sono le anche e il fegato.
La sensibilità è insolita, inquieta, lucida e intuitiva. Le reazioni emotive sono complesse e possono dare origine a maniere spigolose, un po’ ribelli, non facilmente adattabili.
L’introspezione riveste una notevole importanza e contribuisce allo sviluppo di interessi insoliti, fuori dalla norma.
Hanno una logica razionale, riescono quasi sempre a valutare le circostanze in modo esatto.
Molto intuitivi, con immaginazione, misticismo, sensibilità intellettuale e larghezza di vedute, tutte qualità che esprimono meglio attraverso le arti o il lavoro basato sui principi idealistici, piuttosto che su studi pratici.
Buon organizzatore, possiede quel tanto di tradizionalismo e di senso del nuovo e del diverso che possono farne un notevole personaggio.

Potrebbero essere maldisposti ad affrontare scelte difficili, e spesso si ritiraggono in un mondo fantastico.
Attratti verso ciò che riguarda l’arte, la creatività e la cultura.
Sono attratti da tutte le cose belle, le arti, l’equilibrio e l’armonia. Sono amabili.
Una mente vivace ed attiva. Sono in grado di esprimersi in modo appropriato e a volte si è perfino fin troppo taglienti.
Può esserci la tendenza ad essere un po’ insofferenti e inquieti.
Hanno l’esigenza di esplorare se stessi attraverso i viaggi, i cambiamenti. Vivono spesso di corsa, fra impegni e viaggi interminabili.
Gli piace vivere, gli piace divertirsi. Dopo un giorno di duro lavoro un buon lubrificante pasto in compagnia di amici è proprio quello che ci vuole.

Profondo desiderio di cambiamenti, che trascendono da loro stessi, nell’ambito di una rivoluzione politica o mistica.
Talvolta può tendere a sognare troppo aspetti un po’ utopistici.
Maestri nel dare saggi consigli ma non tanto a riceverli.
Esperienze legate alla musica e all’arte dovrebbero rivelarsi preziose.

Si può avvertire un desiderio innato alla solitudine e un senso d’ansiaE’ importante imparare a conoscersi bene per riuscire a superare alcune paure latenti e ad aprirsi verso il mondo.
Le eventuali prove che s’incontrano durante la vita possono agire positivamente sulla propria evoluzione personale.

Le amicizie sono molto sentite.
Agli altri danno molto, e molto pretendono in cambio; non avranno in tutta la vita nemmeno un nemico, poiché la loro dolcezza e i loro sorrisi sono disarmanti.

Il grado di romanticismo è tanto elevato che spesso si illudono (e illudono).
Risentono delle conseguenze, degli obblighi e delle responsabilità.
Vivono l’amore come una splendida avventura e non sono, per natura, portati alla fedeltà. La conquista amorosa li affascina, salvo ripartire dopo aver vinto ogni resistenza della persona prescelta.
Questo non significa necessariamente che non metteranno mai su casa e famiglia. Quando iniziano una relazione stabile, lo fanno con intenzioni serie.

Se l’indipendenza viene minacciata, possono assumere un atteggiamento freddo e distaccato o abbandonare il campo senza alcun preavviso: ma se gli concedono la libertà di cui hanno bisogno, saranno devoti e leali.
La persona è caratterizzata da un forte senso del possesso.
La sessualità diventa un fattore preponderante. Forte sessualità o blocchi psicologici in questa direzione.
Nel bene o nel male queste persone avranno forti doti magnetiche sugli altri e un grande ascendente.

Possono facilmente rischiare di perdere la loro identità, particolarmente quando hanno una relazione con qualcuno dalla personalità molto forte.
Queste persone sono simili a uno specchio: mostrano agli altri esattamente quello che loro si aspettano, mentre la vera natura della persona rimane nascosta e vulnerabile.
Vivono i rapporti sentimentali in modo contradditorio, da un lato gelosi della propria indipendenza e libertà, dall’altro con il bisogno di amare ed essere amati.
Amano con trasporto, entusiasmo, poesia e romanticismo, a volte però finiscono per esagerare, rischiando di condurre le storie nella drammaticità.
L’amante ideale è un abile maestro nell’amore, fantasioso e virile, capace di farle passare notti infuocate ed interminabili. 

The best is yet to come.

7 Nov

Barack Obama ha vinto le elezioni presidenziali per il secondo mandato.
Il Maine e il Maryland hanno approvato il matrimonio gay e il Minnesota ha rifiutato una legge che che lo vieta.
Il Wisconsin ha eletto Tammy Baldwin, la prima senatrice dichiaratamente lesbica.

Oggi è stata una giornata importantissima e favolosa per il mondo intero, per i diritti umani di ogni tipo. Anche l’Europa ha contribuito a suo modo a rendere più memorabile questa data.
Io sono semplicemente contentissima, non potrei essere più fiera di così della gente che nel mio cuore sento come miei “compatrioti” nonostante non lo siano effettivamente.
Vorrei – come già detto – poter essere là, per festeggiare e per vedere i visi distesi ed entusiasti della gente intorno.

Poco fa ho letto lo status di una mia amica, che istintivamente ho condiviso e che mi ha però anche fatto riflettere..
Obama ha vinto: il mondo è salvo. ♥
Il mondo è salvo, non perché l’uomo (e nemmeno il politico) Barack abbia acquisito un qualche superpotere universale. Bensì perché la sua vittoria e in generale il risultato di queste elezioni – Referendum annessi e anzi in primis – dimostra che c’è un gran numero di persone che vuole un cambiamento, che lo immagina nella direzione della solidarietà, del comune, dell’uguaglianza, della libertà, delle opportunità, della cooperazione, della rivendicazione, del rispetto. E dimostra anche e soprattutto che la gente, contrariamente a quello che si dice e che tentano di farci pensare, è PRONTA a tutto ciò.
Oggi, messo da parte il mio connaturato pessimismo, mi unisco alle parole di Obama che “ha sempre creduto che la speranza sia quella cosa testarda dentro di noi che insiste, nonostante tutta l’evidenza del contrario, sul fatto che qualcosa di migliore ci attende, fino a che abbiamo il coraggio di continuare a provare, continuare a lavorare, continuare a lottare”. E dico che oggi ho speranza.
Pensare che quattro anni fa, grazie al suo scorso Victory Speech ci ho fatto addirittura la tesina sulla “speranza”.

Four more years.

Credo che il mio intervento si possa esaurire qui – vi lascio direttamente nelle sue mani (e alla sua voce), che sono sicuramente più brave delle mie nel comunicare.

[..] But all of you are family. No matter what you do or where you go from here, you will carry the memory of the history we made together. And you will have the lifelong appreciation of a grateful president. Thank you for believing all the way to every hill, to every valley. That’s why elections matter. It’s not small, it’s big. It’s important. Democracy in a nation of 300 million can be noisy and messy and complicated. We have our own opinions. Each of us has deeply held beliefs. And when we go through tough times, when we make big decisions as a country, it necessarily stirs passions, stirs up controversy. That won’t change after tonight. And it shouldn’t. These arguments we have are a mark of our liberty, and we can never forget that as we speak, people in distant nations are risking their lives right now just for a chance to argue about the issues that matter the chance to cast their ballots like we did today.

But despite all our differences, most of us share certain hopes for America’s future.

We believe in a generous America, in a compassionate America, in a tolerant America open to the dreams of an immigrant’s daughter who studies in our schools and pledges to our flag to the young boy on the south side of Chicago who sees a life beyond the nearest street corner to the furniture worker’s child in North Carolina who wants to become a doctor or a scientist, an engineer or an entrepreneur, a diplomat or even a president.

I believe we can keep the promise of our founding, the idea that if you’re willing to work hard, it doesn’t matter who you are or where you come from or what you look like or where you love (ph). It doesn’t matter whether you’re black or white or Hispanic or Asian or Native American or young or old or rich or poor, abled, disabled, gay or straight. You can make it here in America if you’re willing to try.

And I wouldn’t be the man I am today without the woman who agreed to marry me 20 years ago. Let me say this publicly. Michelle, I have never loved you more. I have never been prouder to watch the rest of America fall in love with you tooas our nation’s first lady.

We got your back, Mr President!

Dreaming of the *Obama sun

6 Nov

Mi sembra ieri.. ero a casa divisa tra computer e televisione, per seguire le elezioni statunitensi, divorata dall’ansia all’idea che Obama non ce la facesse e soprattutto dalla consapevolezza che io non potevo farci niente. Era talmente forte tutto quel momento, ero così tanto coinvolta e preoccupata che presi la decisione di aprire il blog, molto prima di wordpress.

Il primissimo post che ho pubblicato infatti parla proprio di questo.

Oggi sono in contesto completamente diverso, sono dentro una lotta viva, ho perso la mia caratteristica unica di click-activist, non ho più una tv e poco tempo per seguire le notizie, ma l’ansia è la stessa, la preoccupazione mi attanaglia nel medesimo modo, ed è parimenti il desiderio viscerale di poter essere là – nel paese che sento la mia patria – a dare il mio contributo, andando al seggio e posando una piccola ma importantissima crocetta su di una scheda elettorale.

E come ha detto una mia amica: Magari un giorno anche in Italia votare avrà un senso di giustizia, di appartenenza, di speranza. Magari. Probabilmente per quel giorno non abiterò già più qui.

In America queste elezioni, questa giornata, questo percorso è sentito e condiviso e vissuto con estrema partecipazione. L’energia, l’impegno e il desiderio comuni a tutti loro è talmente contagioso che si percepisce anche dall’altro lato dell’emisfero.

In particolare, quest’anno, la comunità LGBT si è mossa e movimentata per dare tutto l’appoggio possibile a Barack Obama. Attori, registi e altri personaggi della cultura e dello spettacolo si sono esposti in prima persona dichiarando il proprio supporto e sostegno. Da Jane Lynch a Zachary Quinto.

Ed oggi questo è fondamentale, anche perché non si vota solamente per eleggere il presidente. Bensì in ben quattro stati (Maine, Maryland, Minnesota e Washington) si vota il Referendum per estendere il matrimonio anche alle coppie omosessuali.

Cosa che forse mi mette ancora più in fibrillazione e in ansia.

#9 challenge – your favorite blog

1 Nov

[non essendo mai riuscita a proseguire, ho realizzato che la causa principale del mio blocco era il non riuscire a rispondere ad alcune delle consegne.. così alla fine ho deciso di prenderne una ogni tanto come spunto, senza ordini cronologici o di altro genere.]

 

Your favorite blog.
Il tuo blog preferito.

Partiamo dal presupposto che non seguo molti blog, e beh l’unico che controllo quasi quotidianamente è LezPop – LA CULTURA POP IN SALSA LESBICA.

Seguo le ragazze che ci scrivono fin dal loro precedente “All the beauty you’ll ever need”.

Come il titolo lascia facilmente intuire, si tratta di un blog che parla di omosessualità femminile, ma con uno stile molto pop appunto. Trovo che sia assolutamente necessaria la sua esistenza, è indispensabile che ci sia qualcuno che ne parli, che faccia informazione politica|culturale|sociale, ma soprattutto che lo faccia con cotanta freschezza e ironia e naturalezza. E’ un mash-up tra una guida alla sopravvivenza, un circolo artistico, un angolo di pace nella giornata, un promemoria e uno sprone.
Con la loro penna (o meglio tastiera) leggera, sarcastica, diretta, friendly e anche pungente queste donne affrontano temi di ogni genere, anche per nulla correlati all’ambito queer – cosa da non sottovalutare, perché contribuisce a non rendere un piccolo ghetto di di acide recriminazioni. C’è una fantastica rubrica di cucina vegana, un manuale per il perfetto rimorchio (che pare sia molto efficace), la cara vecchia e un po’ vintage posta del cuore, recensioni di telefilm, un angolo del “era meglio tacere” che raccoglie le più assurde dichiarazioni omofobe, post sull’arte, i libri, il cinema, segnalazioni di eventi e iniziative a tema, profonde riflessioni su questioni politiche e non, gay e non, infine anche un’intera categoria dedicata alle mutande.

lezcook

Penso di non poter dire molto altro, vi invito semplicemente a farci un salto e a scoprire il genio che sta dietro a questo stupendo blog.

Teatro Valle Occupato

29 Ott

Sono mesi e mesi ormai che questo posto, questa lotta, questa gente, queste idee e queste pratiche.. sono diventati la mia casa.
E in tutto questo tempo ogni giorno ho pensato di dover e voler scrivere un post che parlasse del Valle Occupato, che potesse raccontarlo, farlo arrivare a chiunque mi leggesse. Ma non ci sono mai riuscita.
Non sono stata in grado di trovare le parole per esprimere e per spiegare tutto ciò che significa.
Oggi ho letto questo, è probabilmente solo un breve schizzo del Valle, assolutamente non esaustivo, come un ritratto appena iniziato in cui si distinguono solo i contorni e un paio di dettagli. Ma emana quel calore, quella energia, quella assurda e meravigliosa sensazione che è entrare qui dentro.
E quindi ho deciso che per iniziare.. posso rendervi partecipi di questo post. Nella speranza prima o poi di riuscire a scriverne uno anche io.

A lezione contro l’omo-transfobia

17 Mag

Il 17 Maggio del 1990 l’omosessualità fu rimossa dall’elenco delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nel 2007, l’Unione Europea ha ufficialmente stabilito questa data come Giornata Internazionale contro L’Omofobia e la Transfobia.

Il lato fucsia della forza

Il ministro della Pubblica Istruzione, Francesco Profumo, ha invitato le scuole a celebrare la Giornata Mondiale contro l’omofobia e la transfobia, attraverso una circolare ministeriale inviata a tutti gli istituti di ogni ordine e grado.

Nel documento si legge:

L’Unione Europea ha indetto per il 17 maggio di ogni anno la Giornata internazionale contro l’omofobia (risoluzione del Parlamento Europeo del 26 aprile del 2007) ossia contro ogni forma di atteggiamenti pregiudiziali basati sull’orientamento sessuale.
La giornata rispecchia i principi costitutivi sia dell’Unione Europea sia della Costituzione italiana: il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, l’uguaglianza fra tutti i cittadini e la non discriminazione. Sono le condizioni che consentono alla società di promuovere l’inclusione di tutti e di ciascuno e di battersi contro ogni offesa alle persone.
La scuola si cimenta ogni giorno con la costruzione di una comunità inclusiva che riconosce le diversità di ciascuno. È, infatti…

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Hannah Witton

20-something, history graduate, YouTuber, sex positive, Hufflepuff.

Epentesi

come my unseen, my unknown, let us talk together

Mi faccio un cocktail al giorno

Forse quella storia sull'essere più positivi l'ho presa un po' troppo alla lettera

Sexitudini

Il blog delle beatitudini

Sopravvivere non mi basta

La libertà è un esercizio quotidiano

#Centonovantaquattro

Basta un poco di zucchero e la pillola va giù

Al di là del Buco

Verso la fine della guerra fredda (e pure calda) tra i sessi

Unisciduemondi

Nahyeli Malingamba

il ricciocorno schiattoso

ci sono creature fantastiche, ma è difficile trovarle

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

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